Brindo a Te... Amico mio...
Brindo a Te Amico mio
fra schegge di vetro
e lame taglienti che piovono
da un cielo nero come la notte
Brindo a Te
che il vento ha portato lontano
non c'è rabbia dentro me
solo scie di amarezza che danzano
Brindo a Te
che hai emesso sentenze
senza possibilità di appello
senza sentire parola
Brindo a Te
compagno di giorni di sole
ora è calato l' inverno intorno a noi
e non ci saranno piu' rose a primavera
Brindo a Te
sulle note dell' ultimo tango
poi in silenzio calerà il sipario
sul per sempre in cui credevo...
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Commenti (4)
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F
Francesca Coppola5 ottobre 2007
Parole rigide, acute rimbalzano nell'animo di chi le legge. Un cin cin cinico si direbbe.
I
Il Crudo5 ottobre 2007
non è male l'idea nè la sua realizzazione, trovo un po' scontato il ricorso alle immagini (sole - inverno - primavera) metaforiche dell'ultima quartina.
Giovanni Monopoli5 ottobre 2007
in questi versi così come dice l'autrice ”valvola di sfogo” una esternazione sul fatto che non sempre ciò che appare è giusto e lecito a volte anche una amicizia si può riscontrare falsa ed allora l'amarezza per l'accaduto
L
Luigino P5 ottobre 2007
purtroppo spesso si da per scontato che tutto possa durare per sempre come nell'utima frase descritta dall'autore ed invece spesso non è così e quindi dobbiamo riuscire a scuoterci e perché no a brindare a ciò che credevamo eterno.
