Prigionieri
Giovanni Monopoli
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Un silenzio nelle oscurità, il muto circondare
pezzi d’un mosaico, vita in triste attesa,
spatole di un mondo cesellato, striato con rabbia
in un vuoto, una voragine il suo colmare
d’una ruota, nell’infelice posto del destino
infossata sola nella crudeltà... in gabbia.
Prigionieri del tempo, del passato
mai così remoto, così attuale per un nonnulla
di tutto ciò che approda sulle aride sponde
una riflessione, un vociare concitato
l’inutile sfogo, briciole d’esistenza, soccombe
...tutto destinato al nulla.
Schizzano verso l’alto le vane parole,
vocio naufragato nei meandri d’un mattino
lingue di fuoco a bruciare l’anima, magro bottino
il mancare d’un fiore, il mancare dell’amore.
Prigionieri del tempo, taciturno specchio
cupo lamento a udirlo sordo sulla nuda strada,
con ombre a unire, incredule, vinte ad ogni orecchio
nell’assurdo attimo vissuto che degrada.
Volge al desiderio la preghiera
d’una libertà ambita e or persa
nella cruda ferocità dell’essere così menzognera
per una vita votata alla pace emersa
e felice a condurre da nobile cocchiera.
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L'autore
Giovanni Monopoli
Commenti (2)
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Sara Acireale27 settembre 2016
Nell'oscurità, il silenzio. Pezzi che si scompongono e poi si ricompongono come in un mosaico. È il mosaico della. vita. Purtroppo siamo prigionieri del tempo come acutamente afferma il Poeta. Si prega per una libertà anelata e mai ottenuta completamente... Una riflessione intensa e veritiera
Lina Sirianni11 ottobre 2016
Prigionieri di schemi prestabiliti dal tempo odierno, desideriamo liberarci ma restiamo in gabbia...


