Carpe diem
Patrizia Ensoli
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Immagina nella notte la neve
la danza stretta, legata ad un dito di memoria
facilmente visibile negli odori celesti
che spesso la luce confonde
e nell’ombra scoprirsi cerbiatto
nel raro momento d’amore.
Banchettare col cielo, nel fresco di un prato solitario.
Ahi, come invidio la quiete di sera
lontana da suoni blasfemi
nel canto dell’erba incantata
da un gelo benevolo d’acqua.
E poi tu, foglia rinata domani
ed io che, non sono più niente al cospetto superbo.
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Commenti (3)
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Patrizia Cosenza28 settembre 2016
Bellisismo banchettare col cielo, nel fresco di un prato solitario bellissimo veramente una descrizione perfetta ... tra il cielo e la terra complimenti tutta la lirica un respiro di ossiggeno
rita iacobone28 settembre 2016
Un ritornare alla doce e penetrante poesia con questa tua. Splendidi e intensi pensieri che inevitabilmente entrano nel cuore di chi legge.
Paola Galli23 ottobre 2016
una solitudine dolorosa ma coraggiosa, l'attimo da carpire in tutte le sue sfaccettature, per dissetare l'arsura di un'anima profondamente addolorata. immagini da vivere che emozionano.



