Astronauta Samantha
Veloce orbita veemente,
là dove il tempo doma
in gravità ch’è assente
fluttuandone la chioma,
la Samantha sorridente
che confondesi col sol
quando più volte appare
nel dì celere in vol
repente assurto al mare
come stesse a fare un goal
nell'angusta navicella
tra i comandi e i compagni
d’avventura e di novella
a desinar privati e bagni
di sognar no: ritorno appella...
...fluite decadi “oh, my God!” una ventina
per, al finir d’un viaggio così lunge
la navigante tanto simile a fatina,
poter goder d’odor d’erba che punge
‘sì amata dai puelli –ella– Fata Turchina...!
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