La pioggia

Poi c'erano le vele, la pazienza statica del vento
una finestra che dà sul lago, un mattino
l'ansia del tempo che mi assale,
la sedia vuota, immobile.
Vorrei scrivere di te, per ritrovarti dentro
nello stesso posto che ho lasciato
e poi far finta di dormire, o che sia Natale
o l'inizio del mio viaggio, di cui non so la fine
Poi c'erano le rondini,
scrivevano tristezze nel cielo, come me
caduto sul divano, in un vuoto d'aria nuovo
inatteso, come un temporale improvviso
e poi la pioggia, la pioggia
la benedetta pioggia.
©
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Commenti (2)
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e
emiliapoesie391 ottobre 2016
immagini come foto che riproducano atmosfera che da emozione e meraviglia nel leggerti ...mi è piaciuta moltissimo il mio plauso...
Merlino1 ottobre 2016
le emozioni suscitate da questa intensa poesia sono travolgenti. Come sempre l'autore ci colpisce 'nel silenzio di immagini che gridano': genialità!
