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Satira 3 ottobre 2016 · lettura 1 min · 2155 letture

Gli orchestrali

moreno marzoli 146 poesie pubblicate
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Gli orchestrali nel semiciclo sono pronti a suonar, ecco che sale sullo scranno il famoso direttor, la bacchetta pronta in mano per diriger i suonator. Sfoglia e sfoglia lo spartito per trovare almeno un sol, finalmente tutto è pronto anche il ritmo per iniziar, batte e ribatte sul leggio la sua marcia trionfal. Van le note sul pentagramma e la sul palco l’orator prende in mano lo strumento per convincer l’elettor, batte forte la grancassa entra in scena anche il trombon. Orchestrali in sincronia tutti pronti ad acchiappar, qualche nota o consenso per continuar a governar, sinfonia dalle dolci note per chi sa soltanto sonar. Alzano lo spred e l’interesse per le tasse da pagar, ancora colpi sul tamburo e il fagotto ci voglion dar, ma qualcuno ha capito e col controfagotto ricambiar.
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Ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale. Casuali non sono gli strumenti usati per suonare ops volevo dire sonare, comunque ad ognuno il suo s- partito.

L'autore
moreno marzoli
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Commenti (5)

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Merlino3 ottobre 2016

gran bel testo, davvero esilarante, nella sua drammaticità

Lina Sirianni3 ottobre 2016

Amo la satira, sorridendo si leggono tante verità che scritte in riflessioni farebbero piangere, scritta molto bene.

Giacomo Scimonelli4 ottobre 2016

Ad ognuno il suo s- partito e per ognuno di noi una gran fregatura... una satira purtroppo vera... l'Autore è riuscito ad esprimere un pensiero che tutti conserviamo nel nostro cuore... in ogni strofa vive tutta la rabbia che non si riesce sempre ad esprimere... rabbia che resta dentro ognuno di noi... Noi elettori che non riusciamo mai a ribellarci a tutte le bugie stonate che puntualmente ci vengono raccontate ad ogni elezione... Ma loro, gli orchestrali stonati e infami, la fanno sempre franca e alla fine chi ci perde siamo sempre noi del popolo... Complimenti all'Autore... non era facile verseggiare una satira di questo tipo con la rabbia di chi si sente continuamente preso in giro...

Rosanna Peruzzi7 ottobre 2016

Satira e ironia per questa magistrale descrizione di come siamo "ridotti" i "sonati" siamo tutti noi, visto che non abbiamo alla fine voce in capitolo e sottostiamo a chi dall'altro del potere orchestra e giostra tutto a proprio piacimento.

carla composto8 ottobre 2016

un testo ben scritto una satira eccellente di non facile stesura i miei complimenti a questa bella opera elogio al bravo poeta