Clessidra
Carmelo Di Stefano
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Seduto sotto un impeto di stelle
un'ansia mi soccorre prigioniera,
a piccoli passi mi ferisce
di là dall'imbrunire.
Siamo sabbia,
milioni d'inganni,
rubiamo precipizi
per proseguire indenni.
M'inebria il capogiro dei silenzi,
voragini di note mai suonate.
Coni d'ombra,
socchiuse le attese,
sopite gli uragani
d'altri giorni.
Occhi di bue
le folgori antiche,
ventri squarciati
d'altri affanni.
Granelli l'un l'altro distanti,
fin quasi a sfiorarsi.
La sabbia che scorre l'istante
è solo l'istante che muore.
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Carmelo Di Stefano
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