Addio all'infanzia poetica
Età fiorite, oramai remote,
per un profumo fugace rammento
che al rammentare smanioso sgomento
coglie me tutto e dall'intimo scuote.
Di rose labbra sa, di tonde gote,
di sorde sillabe in tenero accento,
di acerbi frutti, di maggio l'avvento:
grazie vissute, a me finora ignote.
Sbaglio a chiamarle più oggi che allora
d'oro, brillanti nei fitti pensieri;
il tempo nostro se stesso divora
e d'oro il pregio arrugginisce intanto
pari al profumo respirato ieri
che si affrettò a lasciar lungo rimpianto.
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Mina Cappussi6 ottobre 2016
Trionfa l'alfabetiere poetico che rincorre immagini rubate all'età classica e intrise di fine analisi linguistica
