Il Grande Re - A J.R.R. Tolkien
Raggi di luna ed oceano erano
le sue parole, stelle lucenti,
tenui gocce di rugiada restavano,
sciolte eppure furon splendenti
nel mattino dolcezza portavano.
Una luce sfocata e confusa,
nebbia illuminata di speranza
tra quelle pagine s'era diffusa,
delicata e mutevole danza
in ogni sussurro stava rinchiusa.
Era il Grande Re, questo faceva,
i suoi pensieri, mondo incantato
serrato in lui da sempre restava.
Mente con mille parole aveva giocato
di fantasia ogni attimo si ricreava.
Ed egli morì nella pallida estate
quando dagli Elfi fu reclamato,
le foglie appena si eran dorate
e capì: nelle sue fiabe sarebbe restato
e nemmeno la fine le avrebbe toccate.
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Commenti (1)
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Francesco Lubrano Radagast22 ottobre 2007
Per me John R. R. Tolkien è il creatore della fantasia, il baluardo della fiaba moderna, ma anche un artista di una profondità fuori dal comune, e questo traspare in capolavori come il Silmarillion ad esempio... Ho apprezzato davvero il tuo tributo a un Mito come lui... resteranno le sue fiabe, resteranno le sue poesie, le sue illustrazioni, e il Mondo Magico dove uomini e bambini trovano ristoro, la Terra di Mezzo...
