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Natura 7 ottobre 2016 · lettura 1 min · 3716 letture

La voce di un albero

Rosetta Sacchi 1894 poesie pubblicate
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Se io guardo il cielo dalla mia ridente chioma ed odo tra le foglie stormire mite il vento e attendo paziente delle stagioni il ciclo e sul vestito a fiori m’adorno di succosi pomi, è per la terra bruna che m’accarezza e le radici nutre e cura, è per la linfa che in ogni ramo scorre e la vita che in fremito m’assale. Se tendo i rami è per ringraziare il Cielo e se mi piego a guardare il suolo è a favorire il dondolìo della terra, soave e premurosa culla della vita. E se io tremo sotto il cielo grigio, sbigottito, quasi non avessi voce è per la mano dell’uomo che m’offende... E ad ogni colpo inferto mi rattristo, ad ogni piaga sul cuore della terra
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Poesia che ha conseguito il Premio Speciale della Giuria per chi si è distinto nell’insieme delle quattro categorie. – Premio Scrivere, 1 ottobre2016, Roma -

L'autore
Rosetta Sacchi

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°

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Commenti (3)

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Patrizia Ensoli7 ottobre 2016

Si entra dentro le immagini e il sentire del poeta, suggestivo scorrere, dove la simbiosi si fa tangibile e profonda! Poetica che mi rapisce, mi emoziona!

Francesco Rossi7 ottobre 2016

una bella poesia, del resto dalla brava autrice le sensibilita' si sviluppano con scioltezza e il poetare assume sostanza. la natura viene omaggiata.

Saverio Chiti8 ottobre 2016

mi piace, sì mi piace... è davvero un canto d'amore per ogni forma di vita, è una dolorosa costatazione che solo l’uomo può ferire oltre ogni modo… senza nemmeno averne la consapevolezza. La voce di un albero che si nutre, dove tutto è natura, e esso stesso ci nutre con i suoi frutti, ci protegge con i suoi rami, le sue fronde… Un ciclo delle stagioni, della vita stessa che avanza per il domani… O almeno sino a quando un poco accorto uomo, non capisce che la sua distruzione, passa proprio dall’innata propensione a distruggersi… Bellissimi versi i tuoi, dovresti trovare il modo affinché piccoli scolari possano trarre da essi, una lezione di vita!