Miserere nobis

Signor! Non ti voltar dall'altra parte
ché ben ragioni avresti pei malvagi
figli Tuoi che offendono il creato
e copron di miseria valli e monti.
Al posto Tuo han messo il dio Marte
e messagger di morte han fatto i Magi
mentre che in ciel s'addensa oscuro fato
e par che umano andare più non conti.
Di me perdona la egoista parte
nello scansar dell'altro i suoi disagi
mentre con vanità e amor negato
complice vado a inaridir le fonti.
Di lui il rimestar di antiche carte
che agl'induriti cuor procura plagi
cosparge di zizzania il seminato
e asprezza ancora infonde nei confronti.
D'ognun placa la sete che comparte
nel procurare all'altro fame e stragi
fa ognun che dal fratello sia amato
e il sol della ragion più non tramonti.
Da quanto Tu creasti con grand'arte
squarcia quel vel di lugubri presagi
e il tempestoso mar sia placato...
schiariti sian per sempre gli orizzonti.
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