Amor ch'a nullo amato
giovanni bianchi
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Amor ch'a nullo amato, è stato detto
amar perdona, ed è una cosa vera,
lo senti all'imbrunire quando è sera
e mai un ragionar fu si perfetto,
perché ti prende come a ciel sereno
un fulmine che scocca all'improvviso
e all'improvviso te ne sentí pieno
e poi dal niente voli in Paradiso,
ti scivola nel cuore dalla pellel,
rïempie il tuo sentire come mai,
ti perdi nella mente sua e quelle
certezze ricercate ora le hai.
Non sai se sia un regalo del destino
ma sai che la vorresti a te vicino.
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L'autore
giovanni bianchi
Commenti (1)
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Antonio Terracciano8 ottobre 2016
Uno dei versi più belli, e un tantino misteriosi, di tutta la letteratura italiana, il 103 ° del Canto V dell'"Inferno" dantesco, è spiegato in questa armoniosa poesia di endecasillabi in modo delizioso e sopraffino: l'amore è una dolce malattia, che non perdona, non consente a chi ne è contagiato di liberarsene neppure se lo volesse intensamente. Chi ha scritto questa poesia, di livello senz'altro superiore, riesce a far capire nel modo più chiaro possibile il senso del famosissimo verso anche a chi (come accadde a me) in verde età potrebbe essere eventualmente su di esso un po' dubbioso.
