Penso
Francesco Rossi
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AL MOMENTO DELL’ADDIO
SENZA UN FIORE
E, GRIGIO È IL COLORE DEL RICORDO NOSTALGICO
DI UN PARTITO CHE NON ESISTE
SE NON NELL’INTIMO DELL’ARDORE
CHE SEMPRE ARDE NEL CUORE.
HO CUSTODITO IL VESSILLO
PER UN RICORDO CHE NON SVANISCA
E, QUEL ROSSO DELLA STORICA BANDIERA
CHE STUPI’ LE MIE PASSIONI GIOVANILI
OLTRE LA CONSUETUDINE DI MAGGIORANZE CONSOLIDATE,
VOCIANTI, ARROGANTI, PRETESTUOSE
PER TINGERE ILLUSIONI, PER FERIRE, PER FAR FINIRE.
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L'autore
Francesco Rossi
Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno
Commenti (2)
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antonio gariboli8 ottobre 2016
Quanto dolore in questi ed altri versi dell'autore, ma anche rabbia e delusioni, pero' l'amore vissuto sotto quel rosso non muore mai.
Matilde Marcuzzo13 ottobre 2016
si apre il sipario ...sugli anni, l'autore ricama nelle sillabe l'essenza del suo gesto combattivo, nel profumo inesistente di un fiore... che solo lui può sentire... c'è un prato infatti, come la patria che fu, che non ha fiori con radici ma il suolo ancora ne ricorda la dimora.


