Friabile guscio
Omar Arcobaleno
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Non sapevo
che tu conoscessi i margini
della notte senza nome
che trafigge le anime.
Cammini solitaria
nelle lacrime mai pronunciate
divorate dalle preoccupazioni
d’un vorace ignoto.
Lungo la riva
nascondevi i sogni
dalle onde anomale
da un vendicativo destino.
Piange il tuo nome
il tuo tempo intrecciato
piange dalla paura
per restare in un guscio friabile.
Trappola dell’abitudine.
©
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L'autore
Omar Arcobaleno
Sono un passante in questo tempo che passa cerco di avvicinare alle mie emozioni alle mie ferite per disegnarle,se riesco,con modeste parole per sentire che sono ancora vivo e per ritrovare me stesso. Per trovarvi sotto il tetto della poesia a presto,un saluto a tutti.
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