Perdersi per ritrovarsi

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Già come dare torto al poeta. Nessuno ci conosce o conobbe noi quando le paure hanno rappresentato, nel loro superare, la saggezza di vita acuistita. Siamo frutto della nostra esperienza e quindi ci ritroviamo nel nostro perderci. Un contenuto molto evoluto ed una musicalità di verbo la cui forza attira e convince il lettore... ammirato.
Abbandonare nel passato tutto ciò che fa male per cercare di riscoprire le gioe del presente. Una prova che emoziona, profonda e toccante quella che il poeta condivide con noi. Ottimo lo stile, preciso e coinvolgente. Una poesia molto sentita e apprezzata.
Solo noi possiamo leggere nello specchio del passato e a volte ci si stanca a dare spiegazioni per piacere agli altri!
Disciolte le paure del passato ci si sente liberi di essere se stessi... dopo essere caduti ci si rialza con più energia ed anche con sorrisi di serenità. Non viviamo per far contenti gli altri, che tra l'altro non ci conoscono e nulla sanno di noi. Un tema di spessore con un'analisi che condivido ampiamente... apprezzato lo stile e la forma poetica. Complimenti al valente Autore!
Una consapevolezza questa dell'autore che il passato non si può cancellare e che fingere di non essere se stessi per accomodarsi in qualche modo in questo mondo alimenta il gelo dentro... ora il gelo si discioglie e un sorriso ridona speranza di riuscire a riconoscersi dentro lo specchio della propria anima.
Introspezione profonda dove il proprio Io prende parola e senza maschere si dichiara consapevole del proprio passato e non per questo si sente ancorato ad esso... il presente va vissuto come meglio crediamo... non dobbiamo accontentare gli altri dando spiegazioni di come noi ci sentiamo e fingere... restare se stessi fino alla fine... sentirsi liberi e gioire del proprio presente... stile sempre coinvolgente e versi che entrano nell'animo di chi legge
Quanta amarezza in quel mondo alla finestra... in quelle luci, che nel tempo hanno eclissato il loro puro bagliore... "Convincersi che tutto è nel passato" ... un passaggio forte della seconda strofa... perché sono io ora... senza maschera dell'oggi... Forse quei desideri, quella mondanità che ci aspettavamo è naufragata ed è sopita al chiarore dell'alba veritiera. E quel grido, quel grido forte dentro il petto..."Io sono io all’imbrunire "... per rimanere in quei margini di carne... che immobile e stanca... non ha più ragione se non "gioire del presente. Epifania di ciò che fu ancora qui " ... Poco importa quel che sono nella nebbia di oggi... Io sono… a dispetto del mondo e dei miei ricordi... Molto apprezzata...
purtroppo anche se non si può tornare indietro il passato lascia segni indelebili nel nostro cuore ma bisogna andare avanti ricominciare e non preoccuparsi più di tanto... bella lirica ancor più tra le righe... elogio sincero
"Tutto è nel passato, il gelo si è disciolto". Purtroppo non è così, il passato fa parte del nostro vissuto, della nostra essenza. Non dobbiamo paralizzarci però e andare avanti verso il futuro, vivendo il presente attimo per attimo. Perdere per ritrovarsi, certo. Ritrovarsi in una nuova dimensione, con origini contrapposte. Ritrovarsi per essere sé stessi, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto.
L'ultima strofa è una mirabile sintesi del "ritrovarsi" dell'essere se stessi e tutta la lirica è un condensato di esperienze di vita. Ottimi incisivi versi! Plauso!
Stanco, ma consapevole, stanco, ma libero, stanco, ma vero e rivolto al futuro con fiducia anche se sferzato dall'amarezza della vita. Versi profondi e coinvolgenti, , complimenti.
Un testo che lascia traccia, soltanto noi sappiamo leggere fra le rime di ciò che fu involte di fiducia. Siamo quello che siamo, speranza che viene modellata sul passato, inutile stampare finti sorrisi, non serve cambiare se stessi per far contenti gli altri. Il mio plauso.











