L'umiltà contagiosa nella Vita Nova
Vaibhava das Vito Parisi
221 poesie pubblicate
+ Segui
"Servi i pani!"-le chiese monna Licia
de' Caponsacchi, cioè la madre sua;
i "dolci", Bice, di otto anni, auspicia.
Vestita a monachella antica fu a
dar lieve inchino; indi, a le fedeli,
porger, dal piatto, cialde che Gesù ha.
Dante capì del Pane con qual mieli
ella donasse, scia a ... raggio da Luna;
notò la grazia, in lei, giunger dai cieli.
Sparver, le pecche, da lui, ad una ad una,
e, proprio come quella via di luce
riflessa, in viso, a lui umiltà si aduna.
Chinò lo sguardo, al suolo, cui si adduce
soave sfior di piedi celestiali;
orme, ea, non tange del Pastore e Duce.
Il Re alia, Santo, su fulgor Suo, in viali
ove, i bei greggi, seguan Lui a ponente;
ella Lo ama, in Sue fide regali.
Lasciò, il buon vate, il cor di tale gente
per verecondia, schivo. Nove anni,
quasi, ormai aveva, nell'evo insorgente.
Orbitò intorno al Reame, agli alti scranni,
senza il coraggio di più entrarvi, mai;
né pur di allontanarsi, in tali "affanni".
Gaudioso il "cruccio", e pien di Vita i lai
d'osanna, tacitata 'che interiore;
in mente il Re di lei, e lungi i guai.
Parve esistenza nova, a lago in core.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Vaibhava das Vito Parisi
Autore stilnovista, di argomenti cortesi e teologici nel contempo, tratti da basi platoniche. L'ambiente politico è quello del Sacro Romano Impero medievale, la patria morale Firenze. Osannante lo Spirito di Iddio in madonna, sotto forma di grazia, mi inchino a Signoria celeste e, di conseguenza, terrena, a potestà uma
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
