Nettare che non sazia
Antonio Interlandi
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Il mio mondo era nel vento
un tuffo tra le correnti d’aria
nelle sue violenti folate
che smussavano i miei spigoli
e sospingevano i battiti d’ali di farfalla,
bagliori di perfezioni aerodinamiche
nella campagna di limoni e fichi d’india,
madre sempre pronta a sfamare i propri figli.
Dall’accanimento del vento sul mio profilo
nasceva l’energia del sentirsi presente alla vita
seguendo le rotte di asfalto
assecondate da muri in pietra
ed oltre, più in là, un’orchestra animale
mi suggeriva un nuovo pentagramma.
Natura dolce e beffarda
natura che dai e togli in un attimo
in un solo istante
in un sordo baccano di lamiere piegate
che spezza la carne e le ossa
e con esse l’incantesimo del volo
che il vento non parlò più d’amore,
ma ebbe un sapore amaro
nella corsa verso quel traguardo
ch’io non immaginavo già alle mie spalle.
Nell’inseguimento delle traiettorie di polline
adesso riscopro il mistero delle farfalle
del loro mutamento da goffi esseri striscianti
a ornamenti volanti di questo pianeta,
pennellate magiche su tele immacolate,
lontane vibrazioni che rimuovono l’apatia,
attimi andati che cambiano gli attimi venturi
e che ingoiano l’umana gravità.
Ora, non ho più bisogno di tenere gli occhi aperti:
schiudo le mie grandi ali colorate
e spicco il volo verso la mia nuova essenza
alla ricerca del nettare che non sazia mai.
©
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L'autore
Antonio Interlandi
Sono un 48 enne di Siracusa con l'ovvia passione della scrittura. Per me la poesia significa tradurre in parole e ritmo le sensazioni del momento per scaldare il cuore di chi ascolta. Il mio lavoro c'entra poco con l'arte (sono un ufficiale dell'A.M.), ma, quando posso, mi ritaglio un po' di tempo, chiudo gli occhi e s
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