Le due panchine
Salvatore Testa
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Son volti scomodi
quelli dell’anziana gente
quando s’appisolano stanchi,
lieve il lor sorriso s’apre
verso l’infinito innanzi.
Sanno le due panchine
degli amori inventati
quali sintomi di solitudine
avanzati.
E i tramonti s’illuminano
tra specchi d’acqua
ed il limpido cielo,
lasciano sempre un pensiero.
Un suono lontano
s’ode nel silenzio,
poi sensazioni
mentre s’accendono
i lampioni.
E’ sera!
Un sospiro!
Palpebre d’infinito
si chiudono delicate,
restano
due panchine vuote
nel loro sogno
fra le stelle amate.
©
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