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Riflessioni 15 ottobre 2016 · lettura 1 min · 1681 letture

Auspicio

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Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Quasimodo e Montale ritenevano (Ungaretti un po’ meno) che risorse avesse la poesia di forma classica esaurito nel secolo ventesimo. Ma era solo in coma, e nel mio piccolo, insieme ad altri eroici miei compagni d’ideali, io per rianimarla ho impiegato notevoli energie. L’operazione è lunga (bastonate in grande quantità la poverina aveva ricevuto!), e può durare anche un secolo o più, probabilmente. Però sono contento di passare (siamo contenti) degno testimone a chi dopo di me (dopo di noi) riuscirà a ridonarle la salute.
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Se mi è consentito, dedico questa composizione a quei (pochi) autori e a quelle (pochissime) autrici del sito che la pensano (credo) come me.

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (7)

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Umberto De Vita15 ottobre 2016

Non sono un contestatore (ci mancherebbe) ma credo che al mondo tutto si evolve, non vedo perché la poesia debba rimanere imprigionata ai tempi di Orazio... Il tuo testo l'ho apprezzato comunque.

Luciano Capaldo15 ottobre 2016

Mi spiace apprendere che malgrado la grande cultura dell'autore i suoi orizzonti siano però un po' ristretti dimenticando che molti premi nobel hanno avuto il riconoscimento per una poesia niente affatto lirica ma molto molto prosastica e quindi un po' lontana dall'ermetismo o dall'evocativo aulico a tutti i costi. Il sonetto è una forma meravigliosa ma non per tutti e questo a me dispiace moltissimo. La poesia anche si evolve e si riferisce a i tempi in cui viviamo. Un tempo si scriveva su carta e pergamena oggi noi tutti su Word e pubblichiamo il nostro cuore offriamo la nostra anima. Lei è un grande poeta e io l'ammiro tanto e la leggo sempre imparando Dio solo sa ...quanto. Un caro saluto e complimenti per la forma poetica elegante.

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Dorella Dignola15 ottobre 2016

Apprezzare la musica classica non significa disprezzare il Rock, il Pop ecc. Ogni forma d'arte ha l'espressività dell'artista; così la poesia che raggiunge vette elevate di pensiero nella forma che il poeta sceglie più consono alla propria natura poetica. Io leggo poesie appassionanti anche in coloro che in pochissimi versi esprimono concetti aulici ed armoniosi. Nello schema classico la poesia è più difficile ed il poeta deve esercitare moltissimo la sua capacità di fare coincidere la propria poetica nelle regole della metrica. Quando ciò riesce è sempre un traguardo raggiunto e ciò dà molta gioia. Complimenti a tutti i poeti italiani che nei siti del Web si fanno conoscere e donano a tutti belle emozioni.

carla vercelli15 ottobre 2016

In arte, come in poesia, quello che era "moderno", diventa presto "classico". Quasimodo, Montale, Ungaretti, gli ermetici citati da Terracciano, sono ormai dei classici. Tutti però conoscevano senz'altro la poesia di forma classica o meglio la poesia con metrica classica. Penso per esempio all'uso delle rime, anche posposte di parecchi versi, da parte di Montale, la sua tempra filologica. Opppure alle varie versioni di Quasimodo di poesie di Alceone e di Saffo. Penso ancora al grande Umberto Saba che non disdegnava i sonetti e in questa forma apparentemente popolare scriveva cose egregie di una profondità inaudita! Più che rianimarla, la poesia di metrica classica, bisognerebbe conoscerla e poi fare quello che si vuole! Apprezzata!

Lina Sirianni15 ottobre 2016

Rifletto sulla riflessione dell'autore, lo spazio della poesia usato e abusato e all'auspicio di passare il testimone a chi rispetta la poesia classica, quello che scandalizza un purista, come l'autore, non scandalizza molti altri... La poesia cambia come cambia il linguaggio odierno usato, quel che preme e scandalizza un'appassionata di poesie come me, è l'abuso del nome "Poesia" sotto strafalcioni infarciti di errori grammaticali, non disdegno il classicismo ma sostengo il verso libero... Per quel che vale!

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Demetrio Amaddeo15 ottobre 2016

Penso sia una poesia incentrata sul passaggio di testimone, ogni epoca ha la sua poesia il modo di comunicare... e per non affossare la poesia bisognerebbe evolversi con il tempo che passa e ci travolge e nel contempo passare il testimone senza il rischio di annoiare e annoiarsi... la poesia deve vivere e per vivere bisogna impiegare tutte le nostre energie

Alberto De Matteis16 ottobre 2016

Anch'io amo la poesia classica dai greci ai latini fino ai nostri Dante, Petrarca, Manzoni, Leopardi. e Foscolo, tanto per citarne alcuni. E questo si deduce anche dai miei componimenti, dove prediligo il verso endecasillabo sia libero che quello con la rima. Ciò penso dipenda anche dalla particolare formazione culturale umanistica, ma non disdegno la poesia dei poeti contemporanei, la poesia vera che nasce dal cuore e capace di infondere forti emozioni. Non mi ritengo poeta ma solo un dilettante che scrive per puro divertimento, anche se poi sento in me un po' di orgoglio quando mi accorgo che gli scritti sono letti e piacciono. Quindi viva la Poesia che sa emozionare; ma senza quegli errori che a volte si leggono. Tolleranza per il resto.