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Introspezione 17 ottobre 2016 · lettura 1 min · 1136 letture

Il frutto acerbo

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Giampaolo Ventoruzzo 52 poesie pubblicate
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Cercando, si possono trovare persone che un’anima la sanno consolare? Capaci di sopire l’affanno che ci uccide attente a riannodare pensieri e sentimenti che l’uno accanto all’altro si mostrano confusi legati tra di loro da rami torti e duri con mille dolorose spine? Ma forse quel frutto sempre acerbo che porta nutrimento ai nostri turbamenti con le radici al cuore e fili come rami aggrovigliati e densi che giungono ai pensieri non sa né di ragione né di pensieri primi. E questo imprigionato corpo attende che la ragione al sogno consegni il suo dominio e voce o suono al cuore sappia mostrare i deboli confini che il vivere concede al nostro meditare tra il logico pensiero e un rovinoso affanno così che il frutto acerbo spezzato il suo castigo cadendo si consumi e l’animo ritrovi il caldo dolce abbraccio di un sorriso
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Commenti (1)

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Anna Maria Cherchi17 ottobre 2016

la solitudine è madre di ogni cercare, quando confuso ti senti più debole e cerchi di legare i pensieri confusi ai sentimenti, pur di consolare i turbamenti cogli anche i frutti acerbi.