Il frutto acerbo
Cercando,
si possono trovare
persone che un’anima
la sanno consolare?
Capaci di sopire
l’affanno che ci uccide
attente a riannodare
pensieri e sentimenti
che l’uno accanto all’altro
si mostrano confusi
legati tra di loro
da rami torti e duri
con mille dolorose spine?
Ma forse
quel frutto sempre acerbo
che porta nutrimento
ai nostri turbamenti
con le radici al cuore
e fili come rami
aggrovigliati e densi
che giungono ai pensieri
non sa né di ragione
né di pensieri primi.
E questo
imprigionato corpo attende
che la ragione al sogno
consegni il suo dominio
e voce o suono
al cuore sappia mostrare
i deboli confini
che il vivere concede
al nostro meditare
tra il logico pensiero
e un rovinoso affanno
così che il frutto acerbo
spezzato il suo castigo
cadendo si consumi
e l’animo ritrovi
il caldo dolce abbraccio
di un sorriso
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Commenti (1)
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Anna Maria Cherchi17 ottobre 2016
la solitudine è madre di ogni cercare, quando confuso ti senti più debole e cerchi di legare i pensieri confusi ai sentimenti, pur di consolare i turbamenti cogli anche i frutti acerbi.
