Chimère
Patrizia Ensoli
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Quando corri e fuori piove
muta, come la goccia di pioggia inerme
buia dentro una pozzanghera di terra
dubiti dell’alto: lì, il cielo è vasto.
Anche adesso soccombi
dove il vento infligge il suo tormento
vietando al sole di farsi abbraccio.
Giocando il destino in queste voci di giorni
e sui rami i silenzi
tormentano perfino le ombre dei nodi.
Troppo, troppo veloce il passaggio
dove le rondini hanno disperso le piume
nel sonno che le attende in quel planare di chimera.
.
Mi disturba il tormento irrealizzabile
l’assurdità del sogno, l’artificio inadeguato alla vita.
©
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Commenti (2)
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Cristiano De Marchi18 ottobre 2016
Gli "ultimi" sono da soli poesia, parlano, dicono, urlano e credono. Nelle riflessioni si adagiano le energie irrealizzabili, ferme statiche inadeguate. Gli "ultimi" versi, sono "primi sogni" quelli che formano il tempo della vita. Le chimere sono sempre state interessanti! Ottimi pensieri... ottimi!
Pagu19 ottobre 2016
È sempre così difficile adeguarsi alla vita, credere a sogni irrealizzabili... La poesia pone tante e giuste riflessioni e gli ultimi due versi sono di una profondità immensa. Molto, molto apprezzata. Complimenti alla poetessa.


