Il nostro pane è diventato amaro
La fabbrica è chiusa,
intorno è silenzio.
Di fuori c’è un uomo
dall’aria dimessa
che guarda sgomento ...,
ma vede soltanto
un nero cancello
sbarrato all’interno.
...Un’ora di mensa
e tutti al lavoro ...
i vecchi ricordi
ritornano in mente ...
ricordi di un tempo
vicino e lontano ...
Distrutto e deluso
ritorna in famiglia...
...Sul tavolo un piatto,
un pane e un bicchiere,
ma il piatto è ricolmo
di tanta incertezza,
il pane profuma
di rabbia e tristezza
e in fondo al bicchiere
...c’è solo amarezza!
Nel nostro Paese
non c’è più futuro,
i laureati
espatriano tutti,
rimangono i vecchi
con poca pensione,
il popolo arranca,
che gran confusione!
Si fanno progetti
in mille sezioni,
perché s’avvicinan
le nuove elezioni,
si lancian promesse
in televisione,
però dentro al cuore
c’è la ... delusione!
Politica tanta!
Parole nel vento,
la gente è ormai stanca
di troppe promesse
che lasciano dentro
quel senso di amaro
d’un mondo assai brutto!
...Il cuore è distrutto!
Nessuno interviene
in questo sconcerto,
passiam le giornate
guardando nel cielo
se scende la manna,
non c’è prospettiva,
e i lavoratori
rimangono a casa!
La nostra speranza
si scioglie nel tempo,
guardiamo al domani
con animo spento,
non c’è sicurezza,
è un gioco al massacro,
passiamo la vita
contando le dita!
.
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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