L'Inquietudine di una giovane Quercia
Massimiliano Zaino
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Così un giorno io chiedevo alle orbe nebbie.
Perché le foglie dei pioppi e dei faggi
precìpitano a terra? e vecchie e secche
ingiallite di miele, e rosso- fuoco
assàggiano i sapòr del mäéstràle?
e àrano i campi del vento d'autunno,
e si dissòlvono al sudòr di pioggia,
mentr'io, giòvane quercia, ho frasche verdi,
inaspettatamente nell'ottobre?
e non àro le Furie di codeste
selvàtiche correnti, né mai sudo?...
Così un giorno dicevo alle orbe nebbie.
Le piante intorno sono tanto vecchie,
e hanno saggezza d'un Saggio dell'India,
e hanno mirato sudàr, faticare;
e mentre io tengo le foglie sui rami,
e anche se loro le pèrdono tutte,
esse, co' ignudi, egri arboscelli, soffocano
la mia Vita irrequieta e i molli Sogni
di un legno dolce non or maturato
che a poco Sole; esse, come le croci
di un cimitero pe' un sepolto vivo.
E ora così dirò alle tetre nebbie:
che l'Autunno addormenta i pioppi e i faggi,
vìttime prime di fredde stagioni,
laddove si propàga eco di caccia -
il vecchio cane e il vecchio cacciatore
si contèndono con inganno acùto
la giovinetta preda, il re dei cervi -
e l'orizzonte si tinge di Morte,
quando a óriente le selve si incèndiano,
di oscure bende vestendo la Notte,
e ivi, biechi guardàndosi due folli
ceppi- Titàni si muòvono a guerra.
E dirò: spade i miei rami appuntiti,
scudi queste mie foglie, usbèrgo gli anni.
Verrà presto l'istante di combàttere
contro l'Inverno dei faggi morenti.
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
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