Il vizio della poesia
Il nostro veramente è strano vizio,
ed io per primo
sarei di debellarlo ben contento.
Getterei volentieri in un momento
a un forte vento
le mie carte imbrattate, tormentate,
in cambio di una vita con le rose
e tanti fiori,
dove poesia è dentro, e non è fuori.
Ma soltanto un discorso a posteriori
è questo che io faccio, perché ognuno
ha una strada segnata dal suo fato,
e rassegnato
obtorto collo vive col suo vizio:
ginnasta con l’attrezzo, col microfono
il cantante finché gli resta voce,
e l’onorevole
a Roma se gli restano dei voti.
Non sappiamo lasciare spazi vuoti,
e li riempiamo
coi nostri vizi fino a morte, spesso.
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L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (2)
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Dorella Dignola21 ottobre 2016
i quinari tra gli endecasillabi, rendono il pensiero poetico leggiadro e molto piacevole. Moti dell'animo descritti con sciolta maestria come di solito. E' un piacere leggerti.
Matilde Marcuzzo23 ottobre 2016
Assenso... dissenso di questo spirito interiore che ci veste di scrittura. Poeta originale che ricerca o giustifica il male... di scrivere ...nel bene della sua coscienza.
