La luna nel sax
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
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Ecco una poesia perfettamente a suo agio col verso libero, perché chiaramente ispirata dalla musica più libera che c'è, il jazz (in questo caso quello estraniante e quasi metafisico di John Coltrane - "There is none other. / God is. It is so beautiful. / Thank you God. God is all" scriveva il jazzista nel 1964 -, il memorabile interprete di "A Love Supreme") . Ho riascoltato quel CD, ed ho avuto anch'io le sollecitazioni così bene espresse dal poeta: l'edificazione di un segreto alloggio, situato magari presso le pure acque dell'Oceano Atlantico e difeso da un bambino (dall'innocenza), dove poter godere delle bellezze dell'universo e dove riuscire a difendersi dalle inevitabili avversità della vita.
