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Acrostici 21 ottobre 2016 · lettura 1 min · 4680 letture

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Rosetta Sacchi 1894 poesie pubblicate
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Si resta ai margini ingoiando polvere Ora che tutto scorre in superficie Lento riprende il ritmo della vita Ottenebrato da verità inespresse Quando l'amore è totale appartenenza Uno gioisce nell'altro, soffre vive muore Inscindibile dalla sua mente pur se distante Esausto cede il corpo e alfin soccombe, Tanto è grave sul capo l'aereo peso, quando Esiliati si resta in terra propria Accade a volte che non vengano sedati Piccoli fuochi fomentando incendi Parole taciute accendono le ipotesi Accrescendo dolorose incomprensioni Rimane terra riarsa tutt'intorno Estinto il fuoco se pur in tempo breve Non si ode suono sull'apparente quiete Ticchettio ... un tarlo dentro rode, come se Esterna l'anima fosse di lignea scorza
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L'autore
Rosetta Sacchi

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°

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Commenti (3)

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Patrizia Ensoli21 ottobre 2016

Brava la voce narrante in questo acrostico, a mio avviso (parere esclusivamente personale) , non è semplice scrivere una buona poesia con questo metodo, l'autrice è riuscita ad imprimere ritmo, musicalità e contenuto. Quindi il mio parere è pienamente positivo!

Luciano Capaldo22 ottobre 2016

Bellissimo testo, un verseggiare difficile ma che riesce a mantenere una ritmica in una metrica imposta dall'acrostico severa per quanto riguarda la forma evocativa, lirica della poesia. Bellissime le immagini ... c'è anima in questo testo e la Redazione ha visto giusto. Complimenti

Francesco Rossi22 ottobre 2016

QUESTO SI PUO' DEFINIRE SENZA OMBRA DI DUBBIO EROS e non solo, le appartenenze del tarlo interiore che rode e io ne so qualcosa prende una quiescenza portante in questa bellissima e fine poesia.