Filippica

Commenti (14)
Si, le menti sono troppo riempite da tante cose svianti... Da non accorgersi di esser guidati come burattini verso il baratro. Condivido la rabbia dell'autore!
Spiritualità rabbia ribellione e monito in questa stupenda lirica che tuona sulla perversione dell,'uomo ormai al gioco dello stupido effimero potere e condotto a sprofondare. Il pieta lo dice con enfasi elegante ed evocativa. Un gran laviro. Complimenti
Uno sfogo e una ribellione che condivido. Cervelli omologati che si bevono qualsiasi cosa, bevono forse per dimenticare di essere uomini con una testa che può ragionare? O forse vanno avanti certi per inerzia, "attaccandosi" al movimento di altri e facendosi trainare dentro un vortice oscuro che ha cancellato, valori, diritti, doveri e ideali per cui altri avevano lottato prima di noi. Elogio all'autore per aver trattato un simile argomento con rigore e forza
svenduta a poco prezzo lirica che scuote gli animi che risveglia le coscienze ormai addormentare, sono in sintonia con il poeta la sua ribellione è la mia versi che dovrebbero farci riflettere ...solo il potere ormai ci guida verso la fine... ottima opera elogio sincero e stima
La sovranità del popolo è stata ormai svenduta ma nessuno sembra accorgersi di questa carenza. Andiamo avanti senza una meta e senza nessun dubbio che sfiora il cervello. Le coscienze sono addormentate, penso che è venuto il momento del risveglio, dell'azione...
Le Filippiche erano le orazioni pronunciate da Demostene per scuotere gli animi degli Ateniesi contro la minaccia dei macedoni, così come secoli orsono attualmente ci ritroviamo con una sovranità svenduta e con un popolo, che vive senza ribellarsi. Purtroppo noi non abbiamo un Demostene, a cui il valente Poeta fa riferimento ...ma assenza di una vero statista e una massa popolare catatonica. Appare sempre più una passiva accettazione, tanto che questo atteggiamento ci ha sottratto molti diritti ...versi di grande caratura che stimolano e fanno riflettere, perché si abbia un comportamento di maggiore partecipazione per migliorare le sorti del nostro Paese. La mia ammirazione ed elogio all'Autore per l'importante tema trattato.
Una critica forte e decisa, una presa di coscienza in tempi dove ci sentiamo alla deriva, sempre più in balia di poteri che non possiamo domare. Il poeta affronta una tematica importantissima con una profondità davvero entusiasmante. Complimenti sentiti.
Una "Filippica" condivisa e una nota accesa accompagna questa pregevole lirica, di eloquenti impressioni, su un argomento altamente sociale. Purtroppo nessuno per ora sorge: "dalle lugubri locande che ubriacano" perché l'ubriacatura sta nel continuo e logorante processo di imitazione che rende coscientemente taluni incoscientemente altri conformi al sistema. Una stupenda canzone del compianto artista Giorgio Gaber si intitola "il conformista" colui che sta sempre dalla parte giusta. Ti ringrazio caro amico per avermi dato l'opportunità di condividere queste Tue ammirevoli impressioni.
Oramai non contiamo più nulla... siamo un popolo spento e rassegnato... ribellarsi per cosa?...urlare non serve... non contiamo perché siamo noi che vogliamo tutto questo... oramai siamo alla deriva e sinceramente non vedo spiragli di luce per il futuro... purtroppo siamo bravi con le parole e nient'altro... manca una vera guida e manca il coraggio... versi intensi e coinvolgenti... condivido ogni parola della nota...
Conscientizzare per non fare morire tutto quello che ha fatto la bellezza di un popolo o di una società. Condivido in Toto, purtroppo anche da noi si sente un po' la deriva. Tema sociale, affrontato con grande forza. Un ribellione, uno sfogo, una liberazione...
Sono d'accordo sul discorso dei poteri che ci hanno buttato una cappa a dosso per non farci vedere cosa tramano. Mi piace sottolineare il senso del ritmo che traspare da questi versi
Versi profondi come sono profonde e piene le tasche dei venditori, ogni tanto il biscottino per accontentere il popolino, rintanato nelle tane a raccogliere le briciole. La dignità calpestata, l'amor patrio una speranza mai partorita per l'interminabile travaglio di mamma Italia. Serve un cambiamento profondo. L'Apocalisse di Giovanni, forse la bestia immonda arriverà...
Giusta e sentita ribellione verso un sistema che ormai sta scoppiando.
Una "filippica" a cui aderisco completamente perché è effettivamente vero che si è perso quella verve necessaria per ribellarsi contro coloro che con la loro avidità, con la loro sete di pecunia, stanno disruggendo il mondo materiale e morale. Ci vorrebbe un rigurgito di orgoglio e più senso del sociale quello che purtroppo manca.














