Una drammatica invocazione di morte
“Sorella Morte che mi giri intorno
da troppo tempo, come un avvoltoio,
decidi finalmente questo giorno,
affila il sottilissimo rasoio,
recidi il filo che mi dà la vita,
smettiamo questa orribile tortura,
avanti su, facciamola finita!
Su, forza, taglia! Non aver paura!
Ancora non ti senti soddisfatta
d’avermi rovinato l’esistenza?
Ti vuoi goder l’ennesima disfatta,
ovvero, dilungar la sofferenza?
Ti piace troppo assistere al calvario
d’un uomo ch’è caduto in depressione,
vigliacca! Tu sei peggio d’un sicario
che spara senza alcuna esitazione!
Mi stai spingendo verso il suicidio?
E’ questo il tuo spietato desiderio,
ma sei votata solo all’omicidio,
esegui il tuo lavoro deleterio!
Ho già raggiunto un grado d’incoscienza,
ma Tu mi guardi, ridi e non m’aiuti
a chiuder questa misera esistenza,
Sorella Morte, ma perché rifiuti?
Mi sta sorgendo un dubbio tanto atroce
che tu mi voglia solo far soffrire,
beato il Cristo morto sulla Croce ...,
per Lui trovasti il Giuda per morire! ”
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
Commenti (1)
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Teresa Peluso24 ottobre 2016
Poesia molto amara, che propone un tema purtroppo attuale. Si parka tanto di eutanasia e a volte la si spera... quando ormai la speranza della morte è ciò in cui si spera, per porre fine alla sofferenza. Nonostante il tema , iversi sono scorrevoli e piacevoli