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Sociale 25 ottobre 2016 · lettura 3 min · 1268 letture

I giovani sregolati si confessano

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Ci siam sdraiati lungo le rotaie ad aspettare il treno frecciarossa, un gioco come un altro, per passare il tempo con la cuffia nelle orecchie. Il treno ci è passato sopra il corpo ed un ciclone d’aria ci ha investiti, al termine ci siamo rialzati contenti e soddisfatti della prova. Ci divertiamo in tanti strani modi, sfottendo in giro pure dei passanti, oppure scavalchiamo interi piani saltando a dritta e manca come scimmie. Scriviamo sopra i muri dei palazzi con bombolette spray o con vernice, così facendo ammazziamo il tempo, la nostra libertà non ha barriere. Facciamo male? E chi l’ha stabilito? La gioventù dev’essere sfruttata in mille modi, senza imposizioni! Facciamo tutto quello che ci pare, finché restiamo insieme siamo un branco, sappiamo bene che la vita è strana e prima o dopo ci divideremo nei soliti sentieri della vita. Noi questo lo sappiamo, siamo pronti ad accettar la sfida del futuro, adesso siamo giovani e sventati, ci piace stare insieme in comitiva. Qualcuno non ci giudica normali? Sappiamo ben chi son queste persone, coloro che hanno fatto i sacrifici ed ora sono anziani e malaticci! Ma del giudizio loro non c’importa, corriamo verso il tempo del futuro con l’animo sereno e un po’ spavaldo, la gioventù va sempre ben sfruttata, per questo noi pensiamo a divertirci, seppure gli altri non son mai d’accordo, persino i nostri cari genitori ci vedono con occhi di paura. Ma siamo ben coscienti della cosa, per questo non rischiam più del dovuto, domani avremo compiti pesanti, però non ci vogliamo ancor pensare! Lasciateci sfogare in questo modo, seppure ci guardate di traverso, noi rispettiamo sempre il vostro mondo, ma voi dovreste rispettare il nostro! E concludiamo questa confessione dicendo che la vita fugge via, la gioventù dev’essere goduta, perché altrimenti dopo ci si pente d’aver perduto il treno dei ricordi. Sappiamo che la vita non è eterna, che tutto passa e il tempo ci consuma e noi vogliamo solo divertirci. Se voi non approvate il nostro mondo di viver nella piena libertà, non ci possiamo proprio fare niente, è il tempo della nostra identità. A diciott’anni non si può pensare a metter su famiglia e lavorare, adesso ci vogliamo divertire, guardateci, ma senza intervenire! La gioventù, che adesso ci appartiene, ci lascia fare quello che vogliamo, il tempo pei problemi e i sacrifici speriamo che rimanga assai lontano! .
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Ormai è un nuovo costume di questa strana società che i giovani si divertono facendo delle bizzarrie. Io lo reputo uno "sport" incivile, però non dò la colpa a loro, ma a questa società che non offre loro quelle opportunità per iniziare a lavorare sin da giovani come hanno fatto tanti operai del mio tempo, purtroppo la realtà si scontra con le buone intenzioni ed allora ci dobbiamo subire anche queste confessioni che nessuno condivide, ma fanno parte della vita di tutti i giorni.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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