I giovani sregolati si confessano
Ci siam sdraiati lungo le rotaie
ad aspettare il treno frecciarossa,
un gioco come un altro, per passare
il tempo con la cuffia nelle orecchie.
Il treno ci è passato sopra il corpo
ed un ciclone d’aria ci ha investiti,
al termine ci siamo rialzati
contenti e soddisfatti della prova.
Ci divertiamo in tanti strani modi,
sfottendo in giro pure dei passanti,
oppure scavalchiamo interi piani
saltando a dritta e manca come scimmie.
Scriviamo sopra i muri dei palazzi
con bombolette spray o con vernice,
così facendo ammazziamo il tempo,
la nostra libertà non ha barriere.
Facciamo male? E chi l’ha stabilito?
La gioventù dev’essere sfruttata
in mille modi, senza imposizioni!
Facciamo tutto quello che ci pare,
finché restiamo insieme siamo un branco,
sappiamo bene che la vita è strana
e prima o dopo ci divideremo
nei soliti sentieri della vita.
Noi questo lo sappiamo, siamo pronti
ad accettar la sfida del futuro,
adesso siamo giovani e sventati,
ci piace stare insieme in comitiva.
Qualcuno non ci giudica normali?
Sappiamo ben chi son queste persone,
coloro che hanno fatto i sacrifici
ed ora sono anziani e malaticci!
Ma del giudizio loro non c’importa,
corriamo verso il tempo del futuro
con l’animo sereno e un po’ spavaldo,
la gioventù va sempre ben sfruttata,
per questo noi pensiamo a divertirci,
seppure gli altri non son mai d’accordo,
persino i nostri cari genitori
ci vedono con occhi di paura.
Ma siamo ben coscienti della cosa,
per questo non rischiam più del dovuto,
domani avremo compiti pesanti,
però non ci vogliamo ancor pensare!
Lasciateci sfogare in questo modo,
seppure ci guardate di traverso,
noi rispettiamo sempre il vostro mondo,
ma voi dovreste rispettare il nostro!
E concludiamo questa confessione
dicendo che la vita fugge via,
la gioventù dev’essere goduta,
perché altrimenti dopo ci si pente
d’aver perduto il treno dei ricordi.
Sappiamo che la vita non è eterna,
che tutto passa e il tempo ci consuma
e noi vogliamo solo divertirci.
Se voi non approvate il nostro mondo
di viver nella piena libertà,
non ci possiamo proprio fare niente,
è il tempo della nostra identità.
A diciott’anni non si può pensare
a metter su famiglia e lavorare,
adesso ci vogliamo divertire,
guardateci, ma senza intervenire!
La gioventù, che adesso ci appartiene,
ci lascia fare quello che vogliamo,
il tempo pei problemi e i sacrifici
speriamo che rimanga assai lontano!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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