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Acrostici 25 ottobre 2016 · lettura 1 min · 1331 letture

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Luciano Capaldo 401 poesie pubblicate
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Son stati tutti retrocessi Vittime di atroci, oscuri processi Elaborati da troppi fessi al governo d’uno stato Non più curante del misero e sfruttato pensionato Dopo anni e anni di servizio attestato Un calcio nel di dietro, sedere precisamente denominato Troppo infatti il peso da lui raggiunto per questa società... civile Inizino allor ...manovre pel suo perir... mensile!
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***E’ brutto assistere alla crescita esponenziale di pensionati che lasciano le loro radici per poter vivere o sopravvivere. Esuli pensionati di guerra politico- economica… in clima di pace!

L'autore
Luciano Capaldo
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Commenti (10)

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carla composto25 ottobre 2016

un bellissimo acrostico che rende bene l'idea di persone che dopo aver dato tutto si ritrovano a dover abbandonare la terra natia per poter vivere in altri paesi ...una vergogna per chi ci governa... elogio sincero e meritato al poeta

Rosita Bottigliero25 ottobre 2016

È questi quel mondo? Promette e poi inganna con il tempo le false illusioni accumulate .? Bellissima verità

Merlino25 ottobre 2016

una intensa riflessione che suscita rabbia per la verità del tema trattato. Ci vergogniamo davvero di vivere in un paese dove il povero è visto come spugna da continuare a spremere, senza ritegno senza il minimo dii coscienza da chi ci governa, masnada di esseri indegni. Il nostro autore sa trattare questi temi con la giusta misura,

Sara Acireale25 ottobre 2016

È vero, molti pensionati preferiscono andare a vivere fuori dall'Italia, dove la vita è meno cara e dove l'euro ha molto più valore che da noi. Purtroppo è la sacrosanta verità. Bisogna (secondo il mio parere) adeguare gli stipendi e le pensioni al potere d'acquisto odierno. Bisogna farlo, se si vuole andare avanti... Una tematica ben trattata in questo acrostico

Antonella Garzonio25 ottobre 2016

Il nostro paese è sostenuto dai contributi delle classi più deboli: operai, pensionati ed impiegati che vengono spremuti a dovere ricevendo sempre meno. Provassero a far pagare le tasse a chi davvero ha...!!! APPREZZATA

Rosanna Peruzzi25 ottobre 2016

Triste realtà, riflessione che è ribellione, che è pensiero comune a molti... e aggiungerei che molti nemmeno ci arrivano alla pensione.

Anna Di Principe26 ottobre 2016

Un moto di ribellione del Poeta, che analizza un fenomeno in crescita, quello dei pensionati che preferiscono andare via dall'Italia per poter vivere dignitosamente sul piano economico in altri Paesi.È vergognoso, tra l'altro, pensare ai cosiddetti privilegiati che percepiscono pensioni "d'oro".Un tema molto avvertito, che il Nostro abile Autore versifica con intensità emozionale ed incisiva con un acrostico dalla stesura ineccepibile ...il mio encomio sincero.!

Pagu26 ottobre 2016

Difficile essere sopportati da uno stato che considera un peso colui che più non produce (?)... eppure sono persone che hanno affrontato mille sacrifici, che hanno retto una società che qualche politico voleva allo sbando, che hanno cresciuto figli e affetti. C'è tanta ingiustizia e bisogna riconoscerla per poterla combattere. Una poesia che fa molto riflettere. Il mio elogio a tanta sensibilità.

alarico bernardi26 ottobre 2016

Dal 2011 mi trovo anch'io nella schiera dei pensionati, e non posso fare altro che condividere il suo punto di vista. Volevo anche ringraziarla del gradito commento alla mia poesia.

Donato Leo26 ottobre 2016

Qualcuno dice che siamo giunti alla frutta, non sono d'accordo. Io affermo che stiamo raschiando il barile per poter sopravvivere. Quante mascalzonate, quanti ladri, quanti idioti, quanti sanguisuga esistono nel nostro bel Paese. Eppure queste persone anziane che si sono sacrificate per darci una Italia migliore, oggi vengono emarginate e quello che è peggio sono state dimenticate. Vediamo persone con i capelli bianchi rovistare nei cassonetti per poter affrontare la giornata. Ma loro hanno tanta dignità. La dignità l'ha persa chi ci amministra.