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Riflessioni 27 ottobre 2016 · lettura 1 min · 1351 letture

Asfalto dentro

Cristiano De Marchi 282 poesie pubblicate
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poi intravedi i tuoi occhi in riflesso e ti accorgi d'essere al mondo e ti accorgi dell'ombra che ripercorre la strada il sonno sveglio e profondo il respiro che scorre il malefico freddo la gente in silenzio le sirene a singhiozzo e il fastidioso vento e i volti in basso a seguire il passo e il camice bianco e l'odore dell'alcol che disinfetta il momento e parli in silenzio e disegni un sorriso trasudi il tempo che passa veloce ma lento dove il limbo ti segue con il sole al tramonto i tuoi occhi son sempre in riflesso e intravedi ancora il mondo. Poi hai l'asfalto dentro.
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Guardare fuori dalla finestra di un ospedale è diverso dal guardare fuori da ogni altra finestra. In qualche modo non guardi fuori. (C. Matthau)

L'autore
Cristiano De Marchi
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Commenti (12)

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carla composto27 ottobre 2016

ci si rende conto di ogni cosa, sia guarda con occhi diversi ci si sente rende conto di quanto tutto sia diverso, gli odori i rumori il nostro stato d'animo... lirica che prende molto bella ed apprezzata elogio sincero e stima

e
emiliapoesie3927 ottobre 2016

guardare il mondo da una finestra dell'ospedale è un po' come scavare dentro noi stessi dentro la nostra vita... il perché dell'esistenza e ti accorgi di quanto meschino sia l'uomo. piaciuta.

Umberto De Vita27 ottobre 2016

Lirica insolita, interessante e piacevolmente alla lettura.

Luciano Capaldo27 ottobre 2016

Quel "poi" iniziale è la conseguenza di un'emozione ragionata e vissuta. Le immagini nitide ed i versi curati fanno di questa efficace lirica una fotografia di quanto il paesaggio esterno visto con gli occhi dell'anima possa essere sempre diversi da quello che poi appaiono. Libertà e costrizione... diverse diottrie! Bellissima

Lina Sirianni27 ottobre 2016

Tutto dipende dalla prospettiva da cui si guarda infatti, riflessione giusta che porta a riflettere su quante volte non riusciamo a capire chi non vede le cose come noi!

zani carlo27 ottobre 2016

Una disamina profonda che condivido a pieno... un ritmo incalzante questa poesia... che intravede il tutto mescolarsi al niente e non aver altro che un senso di pesante malessere.

Alberto De Matteis27 ottobre 2016

In effetti pur avendo gli occhi rivolti fuori al di là della finestra, non guardi ciò che succede all'esterno, ma ti concentri su te stesso guardando la tua anima. Versi che si susseguono senza interruzione con la ripetizione di quella congiunzione, che sta ad indicare un forte disagio.

Rosanna Peruzzi27 ottobre 2016

E su quei vetri vi è il proprio sguardo riflesso, sguardo delimitato e circoscritto all'interno di una stanza all'interno del pensiero che vorrebbe essere fuori per guardare lontano e con stato d'animo diverso da quello che si ha quando si è ingabbiati nel tempo che non passa mai.

Rosita Bottigliero27 ottobre 2016

Leggerezza di versi volti dalla riflessione di un poi... corre in un richiamo alla realtà vissuto breve, intenso al giorno. È bellissima

Giacomo Scimonelli28 ottobre 2016

Versi di un'intensità unica... un verseggiare che conquista conducendo il lettore ad immedesimarsi ...chiara ed efficace riflessione... la nota alla Poesia chiarisce ancor di più il toccante pensiero dell'Autore...

Merlino28 ottobre 2016

una riflessione molto intensa che nello stato d'animo di chi è dentro la sofferenza fa percorrere strade davvero impervie, grande lavoro

G
Giancarlo Gravili29 ottobre 2016

Dietro i passi si cela l'andare imperfetto e imperscrutabile dell'animo umano che guarda sempre con il suo caduco sentimento, molto bella.