Cosa è stato

Cosa è stato dell’uomo e dell’amore...
Fantoccio inanimato
senza cuore
nulla più ti ridesta
alcun dolore
Automa d’egoismo senza fine
vestito di lustrini e d’arroganza
disserti nei salotti d’ignoranza
senza veder chi soffre accanto a te
Ti credi un superuomo, un immortale
ma non t’ accorgi quanto vivi male.
Eppur sei cielo in abito d’argilla
che inesorabilmente si frantuma
Oh vita tu che ignara doni e togli
ridonaci l’azzurro che dà pace
Che sia di luce il sogno d’ogni uomo
di verde sconfinato la speranza.
Non l’egoismo segni il suo destino
ritorni l'uomo ad essere un bambino
ami il fratello e forse ancor vivrà.
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L'autore
Triste
Talvolta scrivo. Per dipanare pensieri, per ricordare, per dimenticare, per vivere...ancora.
Commenti (2)
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Merlino28 ottobre 2016
un testo introspettivo che esprime tanta rabbia per un modo di vivere che dilaga sempre più in una società egoistica, davvero un bel lavoro
Francesco Rossi31 dicembre 2016
Si legge e si comprende che l'egoismo non attecchisce nel dna dell'autore/trice i versi che sono scorrevoli denunciano in modo inequivocabile l'aspetto deteriore di chi si mette a sindacare e dare giudizi. UN CHIARO E NETTO NO AGLI EGOISMI. LUMINOSA LA CHIUSA. UNA SPERANZA CHE AUGURIAMO . MI UNISCO ALLA CHIUSA CHE LA POETESSA ISPIRATISSIMA HA MESSO NERO SU BIANCO IN VERSI.


