Mi circondo di te
Mi circondo di te,
di te,
infine anche di te.
Te che sei un libro aperto,
dalle sembianze umane,
te che sei persona vera,
sei ricchezza che rimane.
Te sul ciglio d'un balcone,
che dimostri d'esser libera,
mi narri qualche pagina,
sei tutto tranne effimera.
La bellezza d'insegnare,
nell'anima contieni,
hai il potere d'aiutarmi,
nelle scelte mi sostieni.
Prendo il meglio che possiedi,
cercherò di farlo mio,
mi soffermo poi a pensare,
alla fortuna e se c'è un dio.
Col dubbio del futuro,
vivrò il presente a pieno,
poiché dici osserva fuori,
mentre sto viaggiando in treno.
Tutti i "te" di cui io scrivo,
fanno un "voi" per me essenziale,
ove sorge un panorama,
del rispetto più cordiale.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi5 novembre 2016
Prendere sempre il meglio dagli altri è un'ottima prerogativa. BEN SCRITTA.
