La pelle dei pipistrelli
Giorgia Spurio
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- E mi travesto da bambino. –
Il mare nasconde il sangue e i diamanti
e un rossetto sulle maschere.
- E mi travesto da pagliaccio. –
Non toccare la pelle ai pipistrelli
che riescono a toccare la luna,
è una maledizione intima
tra gli abbracci dei ratti e dei gatti,
segreti sepolti nelle fogne.
- E mi travesto con quel cappello
di un tuo regalo,
e sarò giullare
con la voce fina
di chi si affida
al torace delle statue nei pensieri,
vortici e fulmini
tra i seni sospesi dei tuoni. –
I baci hanno il sapore di acido:
fronte calda, febbre e il volto gelato
del vetro sul freddo.
- Le senti anche tu le voci nella testa?
Hanno tutte un fucile tra i denti
e tra le anime, e i loro ruggiti e i loro mutismi,
tra le tinte, tra la melma e il fango,
tra le spaccature, cicatrici di una terra
vittima della sua tortura. –
E le volpi – estinte,
tra le città nelle nebbie
e gli uomini, e i loro bagagli
che fluttuano tra l’acqua nelle camicie –
E le volpi corrono.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (2)
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Merlino29 ottobre 2016
un'introspezione profondissima, i versi, ben calibrati e forti, fanno di questo testo una potente spinta alla riflessione verso un mondo che spesso ci costringe a delle maschere per non 'morire'. Un gran bel lavoro, complimenti
Matilde Marcuzzo9 novembre 2016
Complimenti giorgia... mi è piaciuta tanto... significato di vita ...di maschere reali!!!Ovviamente


