Giudizio

Nuoto
Arranco
Annaspo
Volteggio
- confusa –
Nello spazio specifico del suono
Colpire
Lenire
Dolere
Infliggere
- offesa –
Rimbalzo tra le parole
Il tuo giudizio impone
che la pena sia inflitta
Devo chinare il capo
assorbire il vuoto
della tua lingua nefasta
Ho perduto la luce
in tutte quelle verità
mai taciute
che hanno sviscerato così bene
Il mio nome
I miei passi
Eccolo il peso dei miei sentimenti
come sassi nelle tasche
a sprofondare giù
sempre più giù
mentre la zavorra
di una coscienza senza orpelli
ha inaugurato le danze degli afflitti
Innanzi al tuo altare
mi prostro infelice
e tu alzi quell’immondo calice
tronfio
potente
saturo del tuo stesso riflesso
povero sventurato
né gioia
né sorriso
né umana compassione
ma solo l’arroganza
di un dito puntato
Ma il cielo è per tutti lo stesso...
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L'autore
Giomiri
Scrivendo lascio piccole tracce affinché io possa comprendermi e gli altri sappiano meglio interpretare i miei silenzi... Scrivere mi regala serenità, mi riconcilia con il mondo.
Commenti (1)
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Silvana Poccioni29 ottobre 2016
Tutto il dolore e l'amarezza di un giudizio senza appello e senza pietà. Che dio è questo, se sa solo puntare il dito contro l'umana debolezza?

