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Ribellione 30 ottobre 2016 · lettura 1 min · 2212 letture

Usura

Francesco Rossi 1097 poesie pubblicate
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Con umiltà a voi voglio narrare una storia vera che vale la pena di ascoltare e poi in coro denunciare s’intende, in questo caso poeticamente. Non m’arresto nel mio parlare perdonate, lasciatemi proseguire: è una piaga nel sociale una vera disavventura per chi ci incappa è una sventura questa è l’usura. Questa bestia non ascolta il pianto di un bambino o il dolore di un vecchietto, la moneta è sorda e non ha orecchio.
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L'autore
Francesco Rossi

Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno

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Commenti (4)

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Silvana Poccioni30 ottobre 2016

"La moneta è sorda e non ha orecchio". Bellissima chiusa in un componimento che tocca, con l'eleganza che è propria dei versi, un tema purtroppo ancora di grande attualità: l'usura. Non c'è pietà, in questo commercio, nemmeno per la disarmante innocenza dei bambini.

Anna Di Principe30 ottobre 2016

Una chiusa straordinaria, che racchiude il danno è l'essenza del reato di usura denunciato poeticamente dal puntuale ed abile Poeta.È sempre difficile debellare questo strumento, che nasce sempre da stati di grande disagio. Tema che fa riflettere ...il mio elogio per lo stile incisivo e lapidario!

Rosanna Peruzzi30 ottobre 2016

"Dalla rete dell'oro pendono ragni ripugnanti" recitava "un'istantanea" greca... questi versi parlano di un male della società che viene taciuto (anche se, sappiamo bene, c'è un tipo di "usura legalizzata") e non guarda in faccia a nessuno. Ribellione condivisa ed apprezzata

Francesco Scolaro1 novembre 2016

Convengo con l'Autore sulla necessità di avere anche i poeti impegnati nel denunciare poeticamente le ingiustizie di questo mondo che giornalmente si perpetrano.