Il trapasso
Rosetta Sacchi
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Nelle pieghe del tempo mi dimeno
dando voce ai silenzi,
non temo il rigore
il cuore sa scaldare gl’inverni
di emozioni taciute ma vive
Quante volte ho pensato
d’essere foglia staccata dal ramo
solo per seguire un filo di vento
e posarmi sulla tua porta
Uno stormo di corvi,
inchiostro su una nube
sta migrando lontano
Resta solo il gracchiare roco,
grido che s’espande nell’eco
Ho dipinto il sorriso
dei tuoi occhi nelle ore
notturne d’insonnia
per stamparlo di buonora
e al risveglio trovarlo vicino
Sto segnando il trapasso
da un ottobre inconsueto
a novembre:
dicono sia il mese dei morti...
ed è mesto ad ogni attimo
ogni dì ogni notte
Guardo il cielo che cela
sbigottito in un velo
il volto lunare
Penso e dico tra me...
ma qualcuno a novembre
sarà pure nato
E riprendono fiato speranze
e pensieri nella danza
che ritma sulla vita normale
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rosetta Sacchi
"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
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