Dove cadono i mattini (e le rose di Novembre)
Maria Grazia Vai
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Che non fiorisce la spiga nel marmo
così non geme la parola dal tuo labbro
Eppure altissima stai nella radice
e mi profumi d’inchiostro l’universo
Di quel bianco dolore
che sparge come stelle
la cenere al vento
Così, sibila la voce di novembre
quando le rose si staccano dai rami
e cadono al silenzio
che il mattino brucia e consuma
Come se il cielo mai ci avesse respirato
e nessuno mai potesse partorirci
Così scrive, senza dire. Senza parlare
Nell’invisibile centro del cuore
Nel tronco della betulla
nei palmi dell’inverno
che silenzia le strade
e il mio cortile.
E per un attimo
le pietre, i muri e i fossi, tutto finalmente
-del tuo nome, finalmente tutto
parla-
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Maria Grazia Vai
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