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Sociale 5 novembre 2016 · lettura 2 min · 938 letture

Volevo essere tuo amico

V
Vincenza Lepore 15 poesie pubblicate
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Ti avevo chiesto una carezza, ma ho incontrato la ferocità umana. Avevo creduto in te, ti credevo amico, continuavo a scodinzolarti mentre tu mi battevi, io volevo solo giocare con te, ma tu mi battevi, mi battevi forte avevo dolore, tanto dolore ma stavo in silenzio, perché credevo ancora in te, io credevo fossero solo carezze, io volevo essere tuo amico, volevo giocare con te, ma tu mi fatto male, tanto male, fino a quando mi hai fatto chiudere gli occhi e mi hai fatto trovare in un posto chiamato ponte dell’arcobaleno. Lì non ci sono cattiverie, non ci sono malvagità, lì ci sono solo prati bellissimi, fiori incantati, ruscelli maestosi dove l’acqua che scorre è fatta d’argento, siamo tutti felici e contenti, lì ho incontrato tanti miei amici e ora tutti insieme corriamo tra i prati fatati del paradiso celestiale. Ora aspettiamo solo voi che raggiungiate quel posto incantato, staremo tutti insieme, giocheremo e ci divertiremo, ci rincorreremo tra i prati baciati dal sole dove la fresca rugiada brilla e canta coi fiori e lì un giorno incontrerò anche i miei assassini, e chissà! Forse diverremo amici.
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Commenti (2)

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Antonio Terracciano5 novembre 2016

Ci sono a volte delle poesie semplici, magari pure, come suol dirsi, un po' discorsive, ma che hanno il potere di commuoverci, di condurci in un mondo forse inesistente, ma cui l'animo tanto anela. Anche se amo più i gatti, confesso che mi è quasi scappata una lacrima leggendo questa poesia, che evidenzia la fedeltà del cane al suo padrone oltre ogni limite. In tutta la composizione l'autrice è stata abile nel catturare l'attenzione del lettore, immergendolo in questa triste storia, riscattata però, nella seconda parte, dall'originale e sognante descrizione di un paradiso che, se fosse davvero così, toglierebbe a tutti, uomini e animali, la paura della morte!

Francesco Rossi5 novembre 2016

un bel testo, un bel contenuto, per poesia eccessivamente descrittivo. se l'autrice legge la mia nota che condivido con gli altri prenda spunto per cercare di dare voce ai sentimenti con meno descrizione.