Via, ora
Volo sulle teste piene d'aria
sopra incespicati momenti
su magie di zingari
e sulle mani fredde della notte.
Volo sotto vento
perché non mi sentano
perché il maligno lupo
chiamato destino
non mi fiuti ma mi ignori.
Striscio al di là della rete
cosicché questo secolo
di guerre fredde e bollenti
di morti e nascite
fulmini e silenzi
non si accorga d'avermi avuto in grembo
e rovinosamente continui
la sua inevitabile corsa nella speranza.
©
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