Ci riempiamo la bocca

Ci riempiamo la bocca
con diverse parole
da stendere su un prato
finché arriva l’aurora,
da lasciare scivolare
sopra i tetti d’inverno,
da cancellare
e poi copiare con dei fiori
prima che giunga
il boato distratto di un tuono.
Perché mai non ci basta
il capire senza caparbietà?
Per noi ombre disegnate,
destinate al grottesco,
sarebbe così umiliante
e preziosamente raro
che già parrebbe
fin troppo onesto.
©
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