”grazie amore”
Avevo diciott’anni e quella sera…
la voglia di cantare una canzone,
era nell’aria l’odor di primavera
e per me l’amore era una chimera.
Seduto sulla sedia ad aspettare
che un auto si fermasse a rifornire
guardando il cielo limpido e sereno
un canto dedicai alla mia Bolzano.
“Bolzano stanotte sei bella,
sei piena di stelle,
la luna sorride serena,
all’estate che viene.
Ma tu…tu hai un cuore di pietra
Un amore non ce l’hai,
il mio cuore
è il più triste del mondo
il suo amore
aspetta ancor.”
Quanto eri triste cuore mio,
sentivi le mie lacrime sul viso
il vero amore dopo lo trovai
e nel suo amore pure il paradiso.
A te che nascondi dietro il rosso dei capelli
il candido color dell’esperienza,
che sorridi all’alba come a un canto d’usignolo
è di te che “io” non posso stare senza.
A te a cui “io” rubo il tempo del riposo
che da infermiera curi il corpo mio
sei un angelo custode generoso
e per questo che “io” ringrazio Dio.
Ne ho parlato al mio cuore,
e lui zitto zitto stava ad ascoltare
quelle parole che le volevo dire
quelle parole che parlano d’amore.
©
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Commenti (3)
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Triste11 ottobre 2007
Un dolcissimo canto d'amore che dura una vita... melodioso e bello come il primo giorno...
M
Maria Francesca11 ottobre 2007
Esaltazione del sentimento amoroso. Sono tante le poesie d'amore, ma la semplicità con cui Bruno ci parla merita molta attenzione.Questa poesia si presenta come un canto istoriato in cui il poeta è solo il cantore della sua Donna
Paolo Ursaia11 ottobre 2007
Versi dall'anima, passando per il cuore. Poesia veramente musicale, emozionante.

