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Riflessioni 8 novembre 2016 · lettura 1 min · 2220 letture

Il gioco degli scacchi

FedericoCalderone 226 poesie pubblicate
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Due eserciti si danno battaglia, su un campo bianco e nero... Al Comando un abile condottiero. Cervello e pazienza, coinvolgono la tua essenza. Ma se non fai "IL MATTO" ahimè nulla avrai fatto. La vera forza dell’agire, nel capire la futura mossa che ti vorranno servire. Il RE, ama restare in difesa, se sua maestà verrà lesa, dichiarazione sarà resa. La REGINA, è la più forte, da lei il RE, avrà vita o morte Il PEDONE avanza con coraggio la fine della scacchiera, da sempre suo miraggio. Il CAVALLO, ama saltellare, molti problemi potrà creare. La Torre e l’Alfiere, la corsa è il loro mestiere. Dichiarare scacco? Un vero di piacere. Riflessione, estro, strategia e abilità... Pur se vittoria sfuggirà, la mente partita vincerà.
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FedericoCalderone
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Commenti (2)

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S
Stello8 novembre 2016

Originalissima e molto piacevole questa poesia che si articola in giochi psicologici per arrivare "al matto" e siccome io non so giocare mi verrebbe voglia d'imparare. Complimenti ben articolata e verseggiata.

A
Antonio Terracciano8 novembre 2016

Le poesie si possono occupare di tutto e, come questa, essere anche didattiche. Il poeta è riuscito a sintetizzare in non molti versi tutte le cose più importanti del gioco degli scacchi, o almeno a far venire la voglia, come al primo commentatore, di imparare. Quando, all'Università, seppi che il più grande linguista moderno, il ginevrino Ferdinand de Saussure, aveva rifondato la linguistica basandosi anche sulla sua esperienza di giocatore di scacchi, mi venne voglia di imparare, anche se ci sono riuscito (molto modestamente) solo pochi anni fa, grazie a un programma del mio computer. Ha ragione il poeta: si vinca o si perda, giocare porta sempre un arricchimento alla mente (e, aggiungo, un senso di soddisfazione e di tranquillità) .