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Riflessioni 9 novembre 2016 · lettura 1 min · 2240 letture

La rotta e i bastimenti

Merlino 125 poesie pubblicate
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Io mi portai a sedermi, tra le mentite spoglie del vile che tradisce, che poi si muove a doglie; un sordo che a vedersi nei seggi malandrini rimuove ancor la sorte e beve e prende botte. Sui prati della morte lo scontro si fa or forte per chi da quelle rotte si abbarbica alla vita, e fugge e poi ritorna per spendere i talenti che spese da bambino tra i poveri perdenti. La luna che sì tramonta d’argento lo colora, e sposo allo divino tra mille poi si posa da un dì riprese volo per bere e riposare; agli angeli perduti preghiere vuol suonare
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quando un uomo ha sperimentato ogni meschinità umana, ogni bene, e tutta la propria fragilità deve fare, a un certo punto, delle scelte ma, come diceva Kierkegaard, la libertà di scelta dell'uomo non ne fa la sua grandezza ma il suo perenne dramma. La fede forse può salvarlo dalla follia.

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Merlino
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Commenti (7)

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Francesco Scolaro10 novembre 2016

Tre quartine di alta fattura ove l'Autore con la sua colta riflessione ci regala un pezzo di saggezza in cui si possono cogliere appineno le differenze tra la materia e lo spirito dove quest'ultimo assurge al cielo nello splendore eterno.

carla vercelli10 novembre 2016

Sembrerebbe, a prima vista, un percorso di redenzione all'ultimo minuto nel senso tutta la vita sperimento e/o subisco le più crude meschinità e poi alla fine la fede mi salverà...ma la nota in cui si cita il filosofo danese mi porta piuttosto a pensare ad una profonda crisi esistenziale vissuta quotidianamente. La vita religiosa è l'ultimo livello di un percorso dapprima estetico e poi etico; sempre, però, i tre sentieri profondamente intrecciati nel proprio cammino, dove appunto la scelta ai bivi è libero arbitrio, ma anche tormento. Molto piaciuta ed apprezzata per il contenuto e anche per la forma che rivaluta le rime!

Rosanna Peruzzi11 novembre 2016

Un verseggiare fluido e incisivo dove il poeta spazia in vari argomenti, parlando di meschinità, redenzione e ricerca di se stessi cercando nella fede quello che si è perso nel tempo.

A
Anna Maria Feliciotto11 novembre 2016

Un viaggio avventuroso tra le tappe della vita con mille dubbi e tante delusioni, ma aleggia sempre la speranza. Costruzione affascinante e tante cose su cui riflettere. Plauso, ammirata.

Antonella Garzonio12 novembre 2016

Il continuo confronto fra vita e pensiero dà origine alle contraddizioni dell'anima imponendo spesso scelte difficili e tormentate per chi odia ogni forma di meschinità.Apprezzata.

Josiane Addis12 novembre 2016

Si rimane sospesi a queste tre quartine di un componimento unico. Tanto per il tema affrontato che la sua musicalità. Una riflessione sulle tappe della vita, spesso dolorose ...e quel filo di speranza che s'intravede nella chiusa.

Pagu13 novembre 2016

Tante sono le scelte da fare e il timore umano e terreno di sbagliare è sempre presente. Il poeta scrive una riflessione profonda e molto realistica che condivido. Versi profondi, molto espressivi. Il mio elogio.