Maria... ti porto la cioccolata
Maria... ti porto la cioccolata, ripeteva assonnato in frontiera
il viso alla destra era reclinato sul treno partito dalla miniera
Il Belgio triste e nebbioso, oramai era un ricordo lontano
in quel di Chiasso si transitava lasciato alle spalle il grigio Asalziano
Aspettami sveglia, sussurrava assopito
ti voglio vedere sull’uscio più bella come quando sono partito
Mi sono lavato la faccia e i capelli ho rimesso alla camicia il bottone
aspettami, ti giuro su Dio non ho più la faccia color del carbone
Dodici mesi una eternità temporale, solo e lontano a dormire in baracca
per scendere poi in viscere buie lontano dal Sole, da Dio e da Te
Per un misero tozzo di pane, destino ingrato di una vita vigliacca
il solo rumore ripetitivo come l’onda del mare in risacca
Aspettami ti prego aspettami sveglia, ho messo da parte un po’ di denari
ti voglio comperare il vestito più bello quello con tanti tanti ricami
Un po’ di balocchi per le nostre bambine e un pensiero per i nostri cari
ti prego solo di farmi un regalo: sorridi sull’uscio ad aspettarmi!
Maria... ti ho portato la cioccolata quella buona con le nocciole
porto il mio cuore gonfio d’ amore, giuro che è stato solo per Te
Non voglio farti altre promesse, altri discorsi e mille parole
ho il biglietto di solo andata starò per sempre solo con Te...!
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