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Amore 9 novembre 2016 · lettura 1 min · 3907 letture

La sottoveste rossa

carla vercelli 806 poesie pubblicate
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La tolsi poi quella sottoveste sicura di sedurti. E così fu. Baci appassionati e carezze di satin sulla mia pelle nuda -Ti amo- dicesti, e si fermarono lancette per un attimo zittirono tordi e rondini il nembo non si sciolse in pioggia. -Ti amo- continuasti e quello che volevo sentire presenziava cori angelici lunghe salmodie di parole calde... Poi tutto tornò a scorrere ma con più grazia. Non era più tempo di deserti mi portavi in carovane di bisso ai confini d’oceani sconfinati. -Ti amo- e quante volte lo dicemmo da allora... noi zingari, noi furfanti dalle lunghe dita, noi giocolieri d’una stirpe estinta, noi peregrini dalle conchiglie concave... i tuoi palmi contenevano me e le tue labbra la tenerezza che teme l’imperfezione dei miraggi. La tolsi quella sottoveste e ti rivestii il cuore di seta.
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L'autore
carla vercelli

Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989. Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato: "Il cielo ha il colore delle rose" (2012), "Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019), "Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014), "Bello più di prima" (2015), "La volpe e la parola"

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Commenti (1)

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guido iannone10 novembre 2016

La penultima strofa (che a mio giudizio è poesia da sé) ha dei versi di notevole spessore poetico. “ noi zingari, noi furfanti dalle lunghe dita, noi giocolieri d’una stirpe estinta, noi peregrini dalle conchiglie concave…” Un lirismo vibrante che esala pathos. Scuote, insomma, e non di poco. Ecco, questa strofa ha il grande pregio di “osare”, nel senso che compie un balzo in avanti, verso un nuovo ed autentico “sentire” in questo genere poetico. Un’assonanza quasi prevertiana. Complimenti.