Bramo riposo
Renato Greco
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Eccola che tuoneggia anche stanotte,
sentite come freme ingorda e pensa?
Io invano chiedo tregua a quest’amica
che strappa da me il sonno ormai perduto:
mi lascia adesso vittima del tempo
che vogliono passare con me le ombre
di quei vani pensieri segregati
nelle viscere buie della memoria
peccaminosa, che lei orrendamente
trascina, ché sua immensa e amata musa.
Cresce nella spossata tempia paura,
cui angoscia gela la tranquilla tregua
tra empi e ardui duelli, dove si dimette
il codardo e arrogante e irrequieto
senno, lasciando il gran governo ideato
alla spietata follia, che s’impone.
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Renato Greco
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