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Riflessioni 11 novembre 2016 · lettura 1 min · 1434 letture

Derivata da Montale

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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"Ciò che non siamo, ciò che non vogliamo"; e invece chissà quante volte fingere d’esser ciò che non siamo abbiam dovuto (ed ancora fingiamo), e quante volte abbiamo fatto finta di volere cose e persone che detestavamo!
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Al virgolettato endecasillabo di Montale (l’ultimo verso della sua poesia "Non chiederci la parola", in "Ossi di seppia"), ne ho aggiunti altri cinque.

A
L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (2)

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Antonio Guarracino11 novembre 2016

Penso che nella poesia e nell'immaginario poetico ci possa essere una finzione ma questo non in modo costante, e poiché il poeta tende sempre ad essere se stesso sia nel bene che nel male ogni maschera o ipocrisia inevitabilmente cade.

Merlino14 novembre 2016

in una società dove l'apparire è ormai costume (se non un valore) un tale testo è di monito.