”secondo amore”
Come posso non volerti bene
dopo i giorni felici che m'hai donato,
non mi fai tu soffrir le mille pene
che mi fece soffrir quella che ho avuto.
Ti parlo di lei ma solo gli occhi tuoi vedo,
confesso, l’amavo... ora perdono ti chiedo.
Tu sei cara, mi sei sempre vicina
mi dai baci e carezze più dolci di lei
e quando stringo il tuo corpo bambina
non staccarmi mai più io vorrei.
Ella era più alta, un viso da donna matura,
ancora di lei io ti parlo, ne ho quasi paura.
Tu che guardi serena il mio viso
e sei felice di avermi vicino,
ti si illumina in volto un sorriso
ti si infiamma anche il tuo cuoricino.
Anche oggi l’ho vista lo sai?
era spendente, più bella che mai.
Tu mi appoggi la testa alla spalla
poi socchiudi i tuoi occhi d’avorio,
tu non vedi cadere una stella
metr’io esprimo il più bel desiderio.
Che io possa scordar la lunga pena,
che io possa scordar quella persona.
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Commenti (3)
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Giovanni Monopoli12 ottobre 2007
un gesto liberatorio che porta l'autore a donare l'amore elargendo di se il miglior pensiero per esternarlo
Paolo Ursaia12 ottobre 2007
Versi d'amore vero, maturo, meditato, adulto. Poesia intima.
Triste12 ottobre 2007
Pur essendo felici ed appagati per il nuovo amore... quello antico torna a bussare alle porte del cuore... ma è solo il ricordo di un passato lontano..ora c'è soltanto spazio per la felicità.


