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Riflessioni 15 novembre 2016 · lettura 2 min · 556 letture

Etica e subbuteo

Giovanni Perri 487 poesie pubblicate
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Limitarsi a questo spettacolo inutile di forme, figlio mio, a questa laida pièce di gomiti e fianchi, a queste larghe intese di labbra che scoccano pare da lusinghe barocche, non vorrei tu mai cadessi: conoscere a memoria la parte piazzando uno specchietto per uscire in retromarcia dal vuoto tenue patetico ossario di mimiche facciali, ecco, non è sollievo: sarebbe meglio dirseli i verbi, tirare pane al pane, vino al vino sentire la distanza negli occhi, cavarli dal cuore i cavilli del bene aumentare quel tanto la vertigine che pesa tra parola e parola, il suo destino di brace ai piedi di un inverno qualunque, fiaccare il dramma della perfetta ragione. Sappi da te resistere ai rituali vani, togliere i vestitini ai cani, gli occhiali ai visi tagliati nella pietra; farli durare dentro i sorrisi, girarci la notte avere sempre un dubbio da comprendere, una nuvola. Sai la vita ci diminuisce se non abbiamo un cuore intelligente e una parola altra a commuoverci davvero. Ora sediamoci sul pavimento io e te costruiamo una porta di carta facciamo due tiri con le dita alleggeriamoci giocando.
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L'autore
Giovanni Perri

Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia

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Commenti (2)

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carla vercelli15 novembre 2016

Fantastica, ludica, immaginativa... "avere sempre un dubbio da comprendere, una nuvola..." Trovo che sia il più bell'insegnamento che un padre può impartire al proprio figlio: continuare sempre ad esercitare l'immaginazione in contrasto alla "perfetta ragione", quell'immaginazione che i bambini hanno e che li rende leggeri ma intuitivi, profondi, disponibili al cambiamento e all'imprevedibilità. Non c'è cosa più seria e significativa che continuare a giocare per tutta la vita. Molto piaciuta ed apprezzata!

A
Antonio Terracciano15 novembre 2016

Penso che ogni forma di poesia abbia a che fare con un tipo di musica, e che i versi liberi del Perri siano molto imparentati col jazz (del resto, ricordo di aver commentato, un mese fa, una sua poesia ispirata da Coltrane) . Il buon jazz è improvvisazione solo fino a un certo punto, come i versi liberi, così bene propostici dal poeta anche questa volta (e tutti ci auguriamo che suo figlio non diventi preda dell'omologazione, anche se, al giorno d'oggi, l'impresa è piuttosto ardua) . "Si apprende col tempo a distinguere gli 'avanguardisti' del giorno dagli eletti, i ciarlatani dai poeti", scriveva il critico Hugo Friedrich nel suo libro "La struttura della lirica moderna": ebbene, secondo me quel tempo, per il Perri, è già arrivato!